Ecco il resoconto del Presidente RIVS Rossano Nicoletto, in veste di inviato speciale, invitato ad assistere all’edizione 2015 della Mille Miglia


Cinquantasette. Perché iniziare un articolo con un numero?
Semplice, perché il 57 ricorre spesso nella storia della Mille Miglia, la mitica corsa che ha segnato un epopea nella prima metà del secolo scorso e che oggi rivive nella nuova veste di rievocazione storica. Il ‘57 è l’anno in cui è terminata la corsa basata sulla pura velocità, e precisamente l’11 e il 12 maggio. Come tutti sanno, le auto che si iscrivono alla moderna Freccia Rossa devono essere antecedenti al 1957 e quest’anno dovevano avere appunto almeno 57 anni.
Il record della corsa di Stirling Moss, ottenuto in coppia con Denis Jenkinson, è di 157 km orari. Il 1957 è anche l’anno di nascita del sottoscritto, presidente del RIVS.
Lasciatemi sognare: qualcosa vorrà pur dire!
Ma ora bando ai numeri e passiamo alla corsa vissuta in diretta. Per la prima volta, su gentile invito di Paolo Mazzetti dell’ACI Brescia, ho avuto il piacere di presenziare alla punzonatura in Piazza Vittoria. Il primo contatto coi protagonisti, molti dei quali hanno una lunga militanza nella classica rievocazione, è stata un’emozione unica. Alcuni hanno aspettato diligentemente il loro turno col motore acceso, altri invece, hanno preferito spingere i loro bolidi. Tra questi, anche la coppia composta dai simpatici Luigino Grasselli e Silvana Savaris, veneti di Cortina che sono giunti alla 18^ partecipazione e che ho aiutato volentieri a spingere la loro imponente Lancia Lambda Spyder Corsa MM del ’28. Mi sono intrattenuto a parlare amabilmente scambiando le rispettive impressioni con due amiche giornaliste di Vicenza, Luciana Zaccaria e Rosita Corato, che hanno seguito la corsa per tutto il tracciato con la Porsche loggata “Restauri Corato”. Giovedì 14, dopo una veloce visita al Museo Mille Miglia, sono volato a Desenzano del Garda dagli amici [white-text]Enrico Panigalli[/white-text] (Presidente del Club Castiglionese) e [white-text]Attilio Facconi[/white-text], speaker ufficiale dell’evento. Giornata splendida, ideale per la sfilata lungolago, ali di folla a godere della partenza del [white-text]Ferrari Tribute[/white-text] verso le 14.00 e poi, alle 15.00, sono spuntate le partecipanti alla 1000 Miglia: il primo equipaggio composto dai tedeschi Philipp Rosler e Leo Birnbaum seguito da Giordano Mozzi e Stefania Biacca, entrambi su OM Superba Sport, così come gli altri 6 equipaggi, tutti su OM Superba degli anni che vanno dal 1927 al 1930. A seguire, in sequenza ravvicinata, sono transitati alcuni dei favoriti, Moceri-Galliani con la Chrisler n. 31, Canè-Reichle su Bugatti T 37 Grand Sport n. 32, Tonconogy-Berisso su Bugatti T 40 col 33, Salviato-Moglia su Bugatti T40 n. 40 e Vesco-Guerini su Fiat Siata 514 MM n. 66. In mezzo un gruppetto di aficionados: Monti e Vida su Chrisler n. 43 e l’equipaggio tutto femminile composto da Giulia De Toni e Sofia Peruzzi col 52. Cito per simpatia, anche se con non poche difficoltà, gli equipaggi giapponesi composti da: Toshiharu Sekiguci e Masatsugu Tobayashi con l’Aston Martin n. 80, Shoji Namiki-Norio Tatawaki con la Bugatti n. 95. Hisato Nonaka-Angelo Strada su Fiat 508 S Balilla Sport Mille Miglia n. 112, Hidemoto e Miho Kimura su Siata Pescara n.162, Masakuni Hosobuchi-Bernard Knochlein su BMW 328 n. 165, Haruo e Yoshiko Masuda su Cisitalia, Katsuhiko Ochiai-Sachiro Hirai su Ferrari Scaglietti n. 385, Yoichi Sato-MitsuiKakiya su Bandini 75 Sport n. 437. Molti anche gli equipaggi giunti dagli USA e dall’Australia.Lunga la lista di personaggi più o meno noti, che citerò in ordine di partenza, lasciandone probabilmente alcuni per strada, metaforicamente parlando s’intende. Eccovi la lista: [white-text]Jochen Mass[/white-text] n. 50 (ex pilota di formula uno), Namiki-Tatawaki n. 95, Roversi-Miglioli n. 114, l’attrice [white-text]Kasia Smutniak[/white-text] col n. 141, Lavinia Raffaella Malavasi-Veronica Pievani n. 167, Geoff e Sue Bell n. 174, Luca Pascolini-Joe Bastianich (Masterchef Italia) n. 200, [white-text]Cesare Fiorio[/white-text] (Ex Team Manager Ferrari) n. 217, Paola Biondetti-Stefano Varia n. 223, la solitaria statunitense Sylvia Oberti n. 227, Lindemann-Bell n. 259, Domenico Morassutti-Filippo Viola n. 267, la coppia al femminile Silvia Marini-Saskia Stoeckelmann n. 268, gli ammiratissimi modelli inglesi su Jaguar XK 120 Jodie Kidd e David Gandy n. 286, Stefano Marzotto-Mauro Peruzzi n. 292, Ettore Nicoletto-Sebastiano Marzotto n. 296, gli australiani Andrew e Geraldine Buxton n. 301, Luigi Mion-Roberto Dal Bosco n. 320, [white-text]Albert Carreras[/white-text] (figlio del tenore Josè) e Jordi Pascual Forcada dalla spagna col n. 344, Wolfgang e Ferdinand Porsche (nipoti del fondatore) con la Porsche 356 Speedster guarda caso col n. 356, Loris Beghetto-Michele Puller n. 365, [white-text]Andrea Zagato e Marella Rivolta[/white-text] n. 404, Mauro Praga-Sandro Cerato n. 424, Daniele Perfetti (si proprio lui, quello del cheving gum) in coppia con Ronnie Kessel n. 440.
Ma veniamo alla gara vera e propria, quest’anno coi favori del meteo su quasi tutto il percorso, a parte la parentesi di venerdì, con la pioggia che ha disturbato i piloti. Dopo la prima tappa da Brescia a Rimini – col primo controllo orario a Desenzano del Garda – dominata da Vesco-Guerini, si è subito installato al comando l’equipaggio composto da [white-text]Tonconogy e Berisso[/white-text], che sono transitati primi a Roma e a Parma.
Tappa corta ma non priva di interesse l’ultima, da Parma a Brescia, transitando per Piacenza con prova speciale [white-text]all’autodromo di Monza[/white-text]. Una volta lasciato alle spalle l’anello storico che è stato percorso da grandissimi campioni della Formula Uno, si è sfilati per Bergamo, un’altra di quelle mete che tutti sottovalutano e che ognuno prende poi a riconsiderare dopo averla ammirata. E la discesa su Brescia è ancor più piacevole. Ma è lì, su [white-text]Viale Venezia[/white-text], che tutto prende forma, quando ci si volta indietro e si realizza la grandezza dell’impresa. Al Teatro Grande c’è un solo vincitore, Tonconogy, con a ruota Vesco e Salviato, [white-text]ma tutti si sentono premiati.

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